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Informazione : Delitto Rostagno, 21 anni dopo i nomi di chi lo ha ucciso
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| Inviato da MG il 23/5/2009 14:37:40 (331 letture) |
 Nel 17esimo anniversario della strage di Capaci, da Trapani la verità sull'omicidio del giornalista Mauro Rostagno Di Rino Giacalone
Era in mezzo ai lupi dice il capo della Mobile Giuseppe Linares ed i lupi lo hanno sbranato. A fare la parte dei lupi i mafiosi, ad essere ucciso da loro il sociologo e giornalista Mauro Rostagno. Il territorio quelloo di Trapani. A 21 anni dal delitto che risale al 26 settembre del 1988 del sociologo e giornalista che si occupava di lotta alla droga e raccontava ai cittadini dagli schermi di una tv locale, Rtc, le malefatte di politici e criminali di ogni genere, la procura antimafia di Palermo ha chiesto e ottenuto dal gip Maria Pino l'emissione di due ordini di cattura per il delitto Rostagno. Destinatari sono il capo mafia di Trapani Vincenzo Virga e il valdericino Vito Mazzara. Il primo mandante l'altro esecutore dell'omicidio. I sicari erano tre, due restano ignoti, c'è solo il verbale di un pentito che ne fa i nomi, insufficiente però potere procedere anche contro di loro. Virga e Mazzara sono già in carcere, a scontare condanne definitive all'ergastolo per associazione mafiosa e omicidi.
Ci sono una serie di coincidenze che oggi si rincorrono, ci sono dei fili che tornano ad unirsi. Intanto è il 23 maggio, 17 anni dopo la strage di Capaci e l’uccisione del giudice Giovanni Falcone. Rostagno torna oggi ad incontrarlo, ci piace immaginare che questo possa accadere là adesso dove loro si trovano, come fece un giorno andando ad incontrarlo alla procura di Palermo. Pare voleva parlargli di alcune strane cose che aveva scoperto, traffici di armi, gladio. C’è poi quella sorta di pacificazione tra gli organi dello Stato e chi nella metà degli anni ’60 quello Stato combatteva. Lotta Continua era il movimento dove Rostagno aveva scelto di stare con altri, in quegli anni l’omicidio del commissario Luigi Calabresi a Milano fu una conseguenza di quella tensione, così come la vicenda, successiva della morte dell’anarchico Pinelli. Come al Quirinale l’incontro tra le vedove di questi due uomini ha rappresentato la volontà di ristabilire una serie di verità, il lavoro condotto dalla Polizia e dagli specialisti del laboratorio della Scientifica di Palermo, eredi del commissario Calabresi, rivolto a far luce sul delitto Rostagno, riannoda le fila, tra la Polizia e quel Rostagno di Lotta Continua. Dicevamo il Quirinale: un anno e mezzo addietro cittadini, non solo di Trapani, 10 mila in tutto, firmarono una petizione che inviarono al Capo dello Stato, preoccupati che le indagini non andavano avanti per scoprire i chi e i perché dell’omicidio Rostagno. Oggi a Trapani arriva il presidente Napolitano, la coincidenza incredibile del deposito proprio ieri, 22 maggio, dell’ordinanza da parte del gip Maria Pino, ha fatto si che il Capo dello Stato, rappresentasse supremo della magistratura, venisse qui come a consegnare la risposta dello Stato a chi ha chiesto giustizia.
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Informazione : Prescrizione salva parlamentare e mafioso
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| Inviato da Non Iscritto il 15/4/2009 22:24:44 (383 letture) |
 Scritto da Rino Giacalone
Il reato è stato commesso ma non fu una tentata estorsione per i giudici della Corte di Appello di Milano, semmai una «minaccia grave». Però, per questo tipo di reato i tempi concessi dal codice, per il giudizio non sono lunghi, considerato che risale agli anni ’90 la giustizia, secondo norma penale, non ha più nulla da giudicare. E così è scattata la prescrizione: il reato venne commesso ma siamo fuori tempo massimo per il giudizio di condanna. La storia è quella della sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani. Publitalia la fornì, tra il 1991 ed il 1992, alla società cestistica che era riuscita ad acciffare un posto nella massima serie di campionato, poi però il suo manager, Marcello Dell’Utri, voleva restituiti in nero una parte dei soldi del contratto di sponsorizzazione, nella sostanza circa 800 milioni, ma Garraffa disse di «no» e scattarono, contro di lui, una serie di contromisure, anche il «boss» che un giorno andò a bussare alla sua porta di casa, a Trapani, per convincerlo a dire di «si» a Dell’Utri che poche settimane prima aveva consigliato al presidente Garraffa di «ripensarci», perchè, gli disse " lui aveva gli uomini per convincerlo". Due processi, celebrati a Milano, primo e secondo grado, aveva stabilito la responsabilità di Dell’Utri e Virga, condannati a 2 anni per tentata estorsione. In Cassazione invece il giudizio fu cancellato, fu rimesso alla valutazione di un’altra sezione della Corte di Appello ma sempre di Milano. I nuovi giudici di Appello a Milano hanno deciso la derubricazione del reato nonostante la Procura generale aveva confermato la richiesta di condanna come nei precedenti giudizi. Il senatore Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia e oggi parlamentare del Pdl, si è detto «parzialmente soddisfatto, per questo l’ha definita una «sentenza pilatesca». L’altro protagonista di questa vicenda, il conclamato «padrino» di Trapani, il capo mafia Vincenzo Virga, in carcere a Parma, a scontare ergastoli al 41 bis, attraverso il suo legale ha potuto solo far sapere che farà «ricorso per Cassazione». Che è in fin dei conti anche quello che ha detto che farà il senatore Dell’Utri. «La Corte d’Appello di Milano ha emesso una sentenza pilatesca – ha detto Dell’Utri – ha diminuito tutto dichiarando la prescrizione. Impugnerò perchè neppure il reato di minaccia esiste». Dell’Utri non è contento del provvedimento: «Milano ha fatto un assist per chiudere, spero, e accertare definitivamente la verità di una vicenda che per me è stato un incubo allucinante. Conto molto sul massimo grado di giudizio. Diciamo che oggi c’è stato un passo avanti verso l’accertamento completo della verità che, spero, avvenga in cassazione. All’assoluzione, insomma, ci arriveremo in due tappe». Inoltre i giudici hanno revocato l’eventuale condanna al risarcimento della parte civile. |
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Informazione : Dal Sole 24 Ore un’indagine sulla qualità della vita 2008 nelle provincie italiane e una graduatoria degli amministratori pubblici più amati
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| Inviato da Non Iscritto il 16/1/2009 22:02:09 (324 letture) |
 Di Ilaria Vicini
Cornuti e contenti: in Sicilia luna di miele che dura da oltre mezzo secolo.
Istruzioni per farsi qualche domanda sul senso della vita (cfr Monty Python) senza aspettarsi risposte (gettiamo la spugna con gran dignità?) che non siano paradossali. Se il primo passo per procedere verso una qualsivoglia speculazione è conoscere la materia su cui si voglia appunto riflettere (regola di igiene mentale molto spesso ignorata), forniamo di seguito le URL per accedere ai dati pubblicati sul Sole 24 Ore, consigliandone un’attenta lettura.
Dossier qualità della vita nelle Province e Regioni italiane (indagine de Il Sole 24 Ore) http://www.ilsole24ore.com/speciali/qv_2008/qv_2008_province/qv_2008_province_settori_classifica_finale.shtml http://www.ilsole24ore.com/speciali/qv_2008/qv_2008_regioni/qv_2008_regioni_settori_classifica_finale.shtml
Classifica di gradimento dei Governatori, dei Presidenti di Provincia e dei Sindaci delle città italiane (fonte ipr marketing, dati raccolti tra il 15 settembre ed il 10 dicembre 2008 con sistema Cati, Cawi e Tempo reale. Campione: elettori disaggregati per sesso, età e area di residenza, 2000 per regione, 800 per provincia, 600 per comune) http://www.ilsole24ore.com/speciali/governance/governance_poll_tipologie_governatore.shtml http://www.ilsole24ore.com/speciali/governance/governance_poll_tipologie_presidente_di_provincia.shtml http://www.ilsole24ore.com/speciali/governance/governance_poll_tipologie_sindaco.shtml
Ora che abbiamo sotto gli occhi queste aride tabelle potremo divertirci a scoprire se in Sicilia esiste un nesso tra l’amministrare la cosa pubblica (bene o male) e la qualità complessiva della vita dei suoi residenti (nonché elettori). La prima annotazione ossimorica la rivolgiamo con ammirazione e deferenza al vincitore assoluto tra i Governatori, l’illustrissimo Raffaele Lombardo, enciclopedico (nel senso della coalizione che lo appoggia: MPA - PdL - Lista Civica - Udc - varie ed eventuali) neo eletto, che ha meritevolmente scalzato dalla posizione più alta del podio quel campione storico della disciplina che è il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Osserviamo poi, attraverso la classifica stilata da Ipr marketing, che Raffaele Lombardo aumenta la propria popolarità presso gli isolani anche rispetto alle elezioni (65,4% dei consensi) passando nei poll di ipr al 67% in soli otto mesi di governo (peraltro in continuità con quello del medico cannolo Totò Cuffaro). Bene, bravo, bis. Tanto amore espresso dai siciliani sarà certamente conseguenza di un fattivo contributo di Lombardo all’innalzamento del tenore di vita in Sicilia, del miglioramento del livello occupazionale, di una maggiore attenzione all’ambiente e ai servizi e magari anche all’offerta culturale o per il tempo libero. Sì certo. Infatti la Sicilia si piazza all’ultimo posto nella classifica 2008 sulla qualità della vita, con particolare merito nei settori Affari e Lavoro (19° battuta solo dalla Campania), Ambiente e Servizi (18° posto dietro Sardegna e Puglia) e offerta per lo svago e il tempo libero (19° posto, seguita dalla Calabria). Ma una nota positiva in questa infima graduatoria c’è ed è lo stupefacente 12° posto realizzato dalla Sicilia nell’ambito Ordine Pubblico, accanto al 13° posto della Campania, regione universalmente riconosciuta per il rispetto della legalità (è la Liguria la regione più delinquenziale d’Italia, ci credereste?). Teniamolo d’occhio questo dato sull’Ordine Pubblico, mentre scorriamo i dati sulla qualità della vita delle Province ed il gradimento dei Presideni, perché darà delle belle soddisfazioni ai siciliani delusi dalla graduatoria generale. |
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Informazione : Mutuo casa super-agevolato per i consiglieri
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| Inviato da MG il 2/1/2009 14:36:42 (252 letture) |
 Tratto da "La Repubblica" del 2 gennaio 2009, articolo di Emanuele Loria
Badano proprio a tutto, gli "onorevoli" di Sicilia. A dotarsi di una comoda sistemazione in vita ma anche di un'altra dopo il trapasso. Il tutto ovviamente a buon prezzo. E, almeno in parte, a spese della colletività. Privilegi che sopravvivono pure alla crisi finanziaria mondiale,quelli dei consiglieri regionali siciliani cge si fregiano, appunto, del titolo di onorevole e sono gli unici in Italia ad avere una retribuzione uguale a quella dei senatori. Una gamma di benefit all'interno della quale figura il tasso suer-agevolato, concesso a ogni componente dell'Ars che va a stipulare un mutuo per l'acquisto della casa: due per cento. Meno della metà, in media, di un tasso fisso accordato da qualunque istituto di credito. La restante quota degli interessi è a carico del bilancio di Palazzo dei Normanni. Un'agevolazione prevista da una convenzione con il Banco di Sicilia che risale alla metà degli anni ’80 ma modificata di recente. Con l’introduzione di condizioni di ulteriore favore per il consigliere regionale: l’importo massimo del mutuo che si può contrarre è stato portato da 150 a 300 mila euro. Unica clausola: il prestito può essere concesso solo per l’acquisto della prima casa, di un’abitazione a Palermo, o di locali per la segreteria politica. Ma tant’è. Sono in molti, i deputati che hanno fatto ricorso a questa agevolazione: nel 2007, si legge nel rendiconto delle spese dell’Ars, le uscite per contributo interessi sono state pari a 52.830 euro. Nel bilancio esiste un fondo apposito per i mutui ai consiglieri regionali, alimentato fra l’altro con gli interessi che il Banco di Sicilia paga sui conti correnti dell’Assemblea. Il munifico Parlamento siciliano coccola i propri inquilini anche quando vanno via. Concedendo, ad esempio, un’indennità forfetaria di “aggiornamento culturale” da 6.400 euro l’anno a 280 ex consiglieri, non rieletti o passati ad altri incarichi.. Fino all’estremo benefit concesso dall’amministrazione dell’Ars: il sussidio di lutto. Una somma fino a 5 mila euro destinata alla famiglia dell’”onorevole”, in carica o cessato dal mandato, che viene a mancare. Con l’obiettivo di assicurare all’illustre estinto esequie dignitose. Il questore dell’UDC Giovanni Ardizzone non fa mistero di aver fatto gli scongiuri quando si è trovato a firmare un paio di provvedimenti di questo tipo: «Cosa dire? Noi parlamentari siciliani – afferma ironicamente – siamo previdenti: pensiamo al nostro futuro. Anche dopo la morte»
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